più difficile.
«Perché l’ospedale ha effettuato dei test del DNA per identificare potenziali donatori, e hanno scoperto qualcosa. I gemelli hanno padri biologici diversi. È raro, ma succede. E uno di loro…» Ho preso un respiro profondo e ho sforzato di pronunciare le parole. «Uno di loro potrebbe essere il tuo.»
Silenzio. Un silenzio così lungo che ho pensato che la chiamata fosse caduta.
“Julian?”
«Sono qui.» La sua voce ora era flebile, sbalordita. «Stai dicendo che potrei avere una figlia?»
“Sì. Da quella notte. Giugno 2015. Non lo sapevo. Ve lo giuro, non lo sapevo fino ad oggi.”
“E ha la leucemia?”
“SÌ.”
“E pensi che potrei essere compatibile?”
“I medici dicono che se sei il suo padre biologico, hai il cinquanta per cento di probabilità di essere compatibile.”
Ho chiuso gli occhi.
“Julian, so che è una richiesta impegnativa. So di non averne il diritto. Ma verrai a
