cautela il dottor Whitman. «Potrebbero esserci altri fattori da approfondire.»
Vidi la confusione balenare sul volto di Graham, trasformandosi rapidamente in sospetto. Si voltò verso di me, socchiudendo gli occhi.
“Cosa hai fatto, Isabelle?”
«Non ho fatto niente», dissi, ma la mia voce mi tradì, perché in quell’istante non mi trovavo più in un ufficio d’ospedale. Ero tornato nel giugno del 2015, in una stanza d’albergo, a una lite e a un errore che avevo seppellito così in profondità da essermi quasi convinto che non fosse mai accaduto.
Il dottor Whitman si alzò in piedi.
“Avrò i risultati completi dell’analisi genetica entro domattina. Per ora, vi consiglio di riposarvi un po’. Sophie è stabile.”
Graham se ne andò senza dire una parola, seguito a ruota da Stephanie. Rimasi dov’ero finché l’ufficio non fu quasi vuoto, poi guardai il dottor Whitman.
“Cosa mi stai nascondendo?”
Chiuse la porta.
«Signora Hayes, c’è
